martedì 16 febbraio 2010

CONCHIGLIE: scoperta una nuova Ciprea in Calabria

La notizia ANSA è del 12 settembre 2009, ma è talmente importante che ho voluta postarla anche se in ritardo.
E' stata trovata nel Tirreno calabrese, a 108 metri di profondità, nell'area antistante il porto di Vibo Valentia Marina (tra Pizzo e Lamezia) una nuova conchiglia dalla forma di una Ciprea (in realtà si tratta di un ovulidae: famiglia affine ma diversa). Si tratta di una scoperta storica per la biologia marina.
La nuova conchiglia è "piccola, bianca, con tanti puntini rossi sulla superficie"!
Questa nuova specie di Ciprea non era mai stata avvistata prima nei mari del pianeta e quindi non è neanche catalogata!
A scoprirla sono stati i ricercatori dell'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) nell'ambito del programma Mo.Bio.Mar.Cal (Monitoraggio della biodiversità marina in Calabria) finanziato dalla Regione Calabria. L'area in cui è stata rinvenuta la nuova Ciprea ricade nel Parco Marino Costa degli Dei. La ricerca è stata condotta grazie al supporto di un robot sottomarino (Rov - Remotely Operated Vehicle) comandato dalla superficie, che ha raccolto campioni, immagini e filmati ad alta definizione fino alla profondità di 350 metri.
Simonepietro Canese, responsabile del programma di ricerca dell'Ispra, ha dichiarato "Quando l'abbiamo vista per la prima volta ci siamo stupiti, perchè non riuscivamo a classificarla in nessuna specie. Così abbiamo mandato le foto all'Università di Genova. E li c'è stata la sorpresa: questa specie non era catalogata. E noi la vedevamo per la prima volta!". L'assessore regionale all'Ambiente, Silvestro Greco ha affermato "Con la scoperta del corallo nero avevamo avuto la percezione di una ricchezza straordinaria dei nostri fondali. Con i risultati di queste ricerche nei mari calabresi si dovranno riscrivere i libri di biologia marina".

lunedì 15 febbraio 2010

BANCONOTE ITALIANE: 500 lire, biglietto di stato, Aretusa del 1966

Nelle immagini una banconota, biglietto di Stato a corso legale, da 500 lire del 1966 stampato dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e firmato dal tesoriere del ministero del tesoro (tutte le firme sono: Stammati - Gubbles - Ventura Signoretti) chiamata "Aretusa" perchè al recto è rappresentata la testa della ninfa Aretusa attorniata da vari simboli: i delfini e l’aquila con i serpenti. Le cornucopie appaiono invece in filigrana. Le dimensioni sono 110 x 55 mm. Emessa con il D.M. 20 Giugno 1966 (come scritto in basso a destra nella seconda foto) con tiratura di 300 mila esemplari e vale 5 euro circa.
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