Nell'immagine una
cartolina della Repubblica Italiana (il bianco è stato inserito con paint per privacy) inviata nel 1965 da
Marina di Ragusa a
Santa Croce Camerina (Rg), affrancata con il 20 lire della serie ordinaria
Italia Turrita.
In basso il particolare dell'
affrancatura:
l'interesse della
cartolina è tutta sulla grande T apposta a sinistra, significa tassata in modo che la stessa lettera, viaggiasse
regolarmente fino a destinazione, ma qui fosse sottoposta a "tassazione" perchè non era affrancata in maniera sufficiente.
A regolamento, le cartoline tassate dovevano essere introdotte in una
mezza busta che lasciava
in chiaro l'indirizzo del destinatario, ma nascondeva il messaggio
scritto nella parte sinistra.
L'importo esatto della
tassazione veniva scritto sulla mezza busta su cui erano anche apposti i
segnatasse o l'affrancatura meccanica blu.
La tariffa della
cartolina illustrata era di 20 lire, però con un testo corto, non più di 5 parole di convenevoli.
Se la tariffa era di 30 lire ma l'affrancatura di 20 lire, la tassazione
doveva essere di 20 lire (cioè, le 10 lire mancanti raddoppiate).
In
caso di
cartolina, anche illustrata, con testo più lungo,
la tariffa
veniva equiparata a quella delle cartoline postali, cioè 30 lire.
Un controllore pignolo dunque l'avrebbe quindi potuta tassare, come in questo caso.
La distanza non conta nulla: 500 metri o 500 chilometri, la tariffa era sempre la stessa.